Nel retail lo stesso lavoro si ripete moltiplicato per il numero di punti vendita. Un’attività che costa dieci minuti in un negozio ne costa cinque ore se i negozi sono trenta, ed è per questo che l’automazione qui si ripaga più in fretta che altrove.
Nella maggior parte delle catene il riassortimento dipende da quello che il responsabile del negozio ricorda di aver venduto. Il sistema guarda la curva reale per articolo e per punto vendita, la confronta con la giacenza e propone. La decisione resta a una persona, ma parte da un dato invece che da un’impressione.
Il momento più pericoloso di una catena è il cambio prezzo: quando la promozione parte online ma non in cassa, o resta attiva in un negozio dopo la fine. Un flusso unico che scrive contemporaneamente su tutti i canali elimina una categoria intera di errori che costano margine e credibilità.
Ogni catena ha capitale immobilizzato in negozi dove quell’articolo non vende e domanda insoddisfatta dove invece venderebbe. Nessuno se ne accorge perché servirebbe confrontare ogni articolo con ogni punto vendita ogni giorno, che è precisamente il tipo di lavoro che una persona non farà mai e un sistema fa in un secondo.
Nel retail la tentazione è cambiare tutto insieme perché tutto sembra urgente. Funziona meglio il contrario: un processo, tutti i negozi, risultato misurato. Il primo che consigliamo è quasi sempre il riassortimento, perché il ritorno si vede nel giro di poche settimane.
Vedi anche la dashboard per il retail, l’automazione delle operations e il CRM per il retail.
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