Il marketing è pieno di strumenti che automatizzano pezzi scollegati. Il risultato tipico è una decina di sistemi che non si parlano e una domanda a cui nessuno sa rispondere: quale euro speso ha portato quale cliente.
Gli invii partono da quello che le persone fanno, non dal calendario. Chi ha scaricato un documento riceve una cosa, chi non apre da tre mesi ne riceve un’altra o smette di riceverne. La lista resta pulita da sola.
La pubblicazione sui canali segue un piano che il sistema esegue, con adattamento del formato per ogni canale. Le persone tornano a occuparsi di che cosa dire invece che di dove incollarlo.
Il sistema sorveglia rese e sprechi e avvisa quando qualcosa esce dai binari, invece di lasciare che ce ne si accorga a fine mese guardando la fattura. Le regole di allerta le decidete voi.
La parte che manca quasi sempre è collegare la spesa al fatturato reale, non ai contatti generati. Quando quel collegamento esiste, metà delle discussioni sul budget finisce da sola.
Sul lato dei contenuti automatizziamo la parte ripetitiva, cioè la raccolta dei dati, il monitoraggio delle posizioni e la segnalazione di quello che si è rotto. La scrittura resta un lavoro umano, perché è l’unica parte che i motori premiano ancora.
Questa è una delle aree del nostro lavoro di automazione dei processi aziendali. Le altre sono amministrazione e finanza, vendite, marketing, assistenza clienti, operations, risorse umane, dati e comunicazione e sistemi IT. Dove serve capire documenti o richieste scritte a parole entrano gli agenti AI.
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BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.