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Controllo di gestione per PMI: commesse, marginalita’ e budget

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Controllo di gestione vuol dire sapere, mentre l’anno e’ ancora in corso, quanto stai guadagnando davvero su ogni commessa e su ogni cliente. Non a consuntivo dal commercialista, quando ormai non puoi piu’ farci niente. Lo costruiamo dentro i sistemi che gia’ usi, in tutta Italia.

Che cos’e’ il controllo di gestione e cosa fa davvero

Il controllo di gestione e’ l’insieme degli strumenti che dicono all’imprenditore come sta andando l’azienda adesso, non com’e’ andata l’anno scorso. La contabilita’ generale risponde al fisco, il controllo di gestione risponde a te.

La differenza si vede in una domanda sola: se un cliente ti chiede uno sconto del dieci per cento su una commessa, sai rispondere subito se ci guadagni ancora? Chi ha un controllo di gestione lo sa in un minuto. Chi non ce l’ha risponde a sensazione, e a fine anno scopre che alcune commesse le ha lavorate in perdita.

Perche’ nelle PMI quasi non esiste

Non per pigrizia. Perche’ farlo a mano costa piu’ di quanto renda. Servono dati che stanno in quattro posti diversi, qualcuno che li riconcili ogni mese, e un modello che regga quando cambia qualcosa. Nelle piccole e medie imprese quella persona non c’e’, quindi il controllo di gestione diventa un foglio di calcolo che aggiorna il titolare la domenica sera, finche’ smette.

Quando invece i dati arrivano da soli dai sistemi che gia’ usi, il costo di mantenerlo scende quasi a zero. E’ esattamente il punto in cui il controllo di gestione diventa possibile anche per un’azienda da dieci persone.

Il controllo di gestione per commessa

Per chi lavora su commessa, cantiere o progetto, il margine non e’ un numero aziendale: e’ un numero per ogni lavoro. E quasi sempre pochi lavori tengono in piedi il conto economico mentre altri lo erodono in silenzio.

Il calcolo del costo commessa mette insieme materiali, ore di manodopera al costo reale, subappalti, mezzi e quota di costi indiretti. Fatto a mano arriva mesi dopo la chiusura del lavoro. Fatto dentro un sistema arriva mentre la commessa e’ aperta, che e’ l’unico momento in cui puoi ancora intervenire.

Come si calcola la marginalita’

Il margine di contribuzione e’ il ricavo meno i costi variabili direttamente attribuibili. Diviso per il ricavo, da’ la marginalita’ percentuale. E’ un calcolo semplice, e proprio per questo la difficolta’ non e’ la formula: e’ avere costi attribuiti alla commessa giusta senza doverli inseguire.

Il lavoro vero sta li’. Far arrivare ogni ora, ogni bolla e ogni fattura passiva sulla commessa corretta, automaticamente, nel momento in cui il documento entra in azienda.

Gli indicatori che servono davvero

Indicatore A che domanda risponde
Marginalita’ per commessa Quali lavori mi fanno guadagnare e quali mi costano
Marginalita’ per cliente Quali clienti valgono lo sforzo che richiedono
Costo orario reale Quanto mi costa davvero un’ora di lavoro, oneri compresi
Scaduto e tempi di pagamento Chi mi paga in ritardo e quanto mi sta costando
Previsione di cassa Se fra sessanta giorni ho i soldi per pagare tutto
Avanzamento contro budget Se la commessa sta rispettando quello che avevo previsto
Concentrazione del fatturato Quanto dipendo dai primi tre clienti

Sono pochi di proposito. Un cruscotto che richiede di essere spiegato non verra’ guardato, e un indicatore che nessuno guarda non serve a niente.

Quando il foglio di calcolo non basta piu’

Excel e’ uno strumento eccellente e il problema non e’ Excel. Il problema e’ il momento in cui il file diventa l’unico posto dove esiste quel dato, e dipende da una persona sola che lo aggiorna a mano.

I segnali sono sempre gli stessi: il file ha versioni con date nel nome, due persone hanno numeri diversi sulla stessa cosa, l’aggiornamento richiede mezza giornata, e nessuno tocca le formule per paura di rompere qualcosa. Quando riconosci tre di questi quattro, il foglio ha finito il suo lavoro.

Non lo buttiamo: lo prendiamo come specifica. Dentro c’e’ gia’ la logica di controllo che serve all’azienda, scritta da chi conosce il mestiere. La ricostruiamo in un sistema che si alimenta da solo.

Come lo costruiamo

  1. Audit gratuito. Guardiamo come si formano oggi i numeri, chi li produce e quanto ci mette.
  2. Scelta degli indicatori. Partiamo dalle decisioni che prendi ogni settimana e ricaviamo da li’ cosa misurare, non il contrario.
  3. Collegamento delle fonti. Gestionale, contabilita’, ore, magazzino, fogli di calcolo. Andiamo a prendere i dati dove stanno.
  4. Riconciliazione. La parte che richiede piu’ lavoro e che nessuno vede: fare in modo che lo stesso numero significhi la stessa cosa ovunque.
  5. Cruscotto in tempo reale. Si aggiorna da solo. Se qualcuno deve preparare un file, non e’ controllo di gestione.

Il risultato si vede sulla dashboard aziendale, ed e’ spesso il primo passo concreto di un percorso di digitalizzazione. Una parte della spesa e’ finanziabile: vedi i bandi e gli incentivi.

Domande frequenti

Che cosa fa il controllo di gestione in azienda?

Misura come sta andando l’azienda mentre l’esercizio e’ in corso: margini per commessa e per cliente, costi reali, cassa prevista, scostamento rispetto al budget. Serve a decidere, mentre la contabilita’ generale serve a rendicontare.

Che differenza c’e’ fra contabilita’ e controllo di gestione?

La contabilita’ guarda indietro e risponde a obblighi di legge. Il controllo di gestione guarda avanti e risponde a te. Usano gli stessi dati di partenza ma li organizzano per scopi diversi.

Serve anche a una piccola impresa?

Soprattutto a una piccola impresa. In una grande organizzazione una commessa sbagliata si diluisce, in una piccola se ne porta via il margine di un trimestre.

Come si calcola il costo di una commessa?

Sommando materiali, ore di manodopera al costo orario reale, subappalti, mezzi e la quota di costi indiretti attribuita alla commessa. La difficolta’ non e’ la formula, e’ far arrivare ogni costo sulla commessa giusta senza inseguirlo a mano.

Come si calcola la marginalita’?

Ricavo meno costi variabili diretti, diviso il ricavo. Il risultato e’ la marginalita’ percentuale. Il valore del calcolo dipende interamente da quanto sono attendibili i costi attribuiti.

Devo cambiare gestionale?

Quasi mai. Ci colleghiamo a quello che hai. La sostituzione ha senso solo se il sistema attuale impedisce fisicamente di estrarre i dati.

Quanto tempo serve per averlo?

Un primo cruscotto funzionante si vede in poche settimane. Partiamo dagli indicatori che ti servono subito e aggiungiamo il resto dopo, perche’ un sistema completo consegnato fra un anno non aiuta nessuno.

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BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.

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