Il conto economico dice che l’anno sta andando bene. L’estratto conto dice un’altra cosa. In mezzo ci sono i tempi di incasso, gli insoluti, gli acconti ai fornitori e le scadenze fiscali, cioè tutto quello che decide se il mese prossimo si paga qualcuno in ritardo.
Quasi tutte le aziende che incontriamo tengono il cashflow in un foglio aggiornato da una persona sola. Funziona finché quella persona c’è, finché i clienti sono pochi e finché nessuno tocca la formula sbagliata.
Il salto di qualità non è avere un foglio più bello. È smettere di riscrivere a mano numeri che stanno già nel gestionale, nello scadenziario e in banca.
L’orizzonte che funziona meglio nelle piccole e medie imprese è di circa un trimestre, settimana per settimana. È abbastanza lungo da vedere arrivare un problema e abbastanza corto da restare attendibile.
Dentro ci vanno gli incassi attesi corretti con il comportamento reale di ogni cliente, non con i termini di contratto. Chi paga sistematicamente in ritardo va messo nel modello come paga, non come dovrebbe pagare.
Il vantaggio concreto di una vista di cassa non è contabile, è negoziale. Sapere con sei settimane di anticipo che ci sarà un momento stretto permette di parlare con la banca o con un fornitore quando si è ancora in posizione di forza.
La stessa conversazione fatta la settimana prima della scadenza ha un esito diverso, e lo sanno tutti e due i lati del tavolo.
Vedi anche la dashboard finanziaria e l’automazione dell’amministrazione.
BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.
Approfondisci: Dashboard KPI aziendali · Dashboard direzionale