Guardare il valore totale di magazzino non dice quasi niente. Quello che conta è come quel valore è distribuito: quanto gira, quanto sta fermo da mesi, quanto copre vendite che non arriveranno e quanto manca sulle cose che servono davvero.
La rotazione guarda indietro e dice quante volte una scorta si è rinnovata. La copertura guarda avanti e dice per quanti giorni basta quello che c’è, ai ritmi attuali.
Servono entrambe. Un articolo con buona rotazione storica ma copertura di tre giorni è un rischio di fermo. Un articolo con copertura di due anni è capitale che potrebbe stare altrove, anche se in passato girava.
In ogni magazzino esiste una quota di materiale che non si muove da anni. Nessuno lo butta perché è costato, e intanto occupa spazio, va inventariato e in certi casi si deteriora.
Una dashboard che mostra il valore fermo per anzianità rende la decisione possibile: svendere, rilavorare, restituire o chiudere la partita. È una conversazione scomoda che però senza numeri non si apre mai.
La scorta di sicurezza si calcola sul tempo che davvero passa fra ordine e arrivo, non su quello scritto nel contratto. Quei due numeri sono diversi in quasi tutte le aziende.
Misurare il tempo reale per fornitore e per articolo è la singola informazione che fa abbassare le scorte senza aumentare i fermi, ed è un dato che il gestionale ha già.
Vedi anche la dashboard operations e l’automazione delle operations.
BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.
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