In molti stabilimenti la manutenzione si misura con il numero di interventi, che è l’indicatore meno utile di tutti. Dice quanto lavora il manutentore, non quanto costa all’azienda il parco macchine.
Il rapporto fra interventi programmati e interventi in emergenza racconta la salute del reparto meglio di qualunque altro numero. Un’azienda che interviene quasi sempre dopo il guasto sta pagando il doppio: il fermo e la riparazione affrettata.
Spostare quel rapporto non si fa comprando un software, si fa decidendo che le manutenzioni programmate non si rimandano quando la produzione è carica. È una decisione di direzione, e i numeri servono a prenderla.
Sommare tutti i costi di manutenzione nasconde il fatto che quasi sempre poche macchine generano la maggior parte della spesa e dei fermi.
Quando il costo annuo di una macchina, fermi compresi, si avvicina a una quota significativa del valore di una nuova, la conversazione sulla sostituzione si apre da sola. Senza quel dato si continua a riparare per anni.
Chi ripara una macchina alle sette di sera non compila un modulo lungo. Se il sistema chiede troppo, i dati arriveranno incompleti o inventati il giorno dopo.
Poche voci, già pronte, selezionabili dal telefono davanti alla macchina. Tutto il resto della dashboard dipende da quel minuto speso bene.
Vedi anche la dashboard operations e l’automazione delle operations.
BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.
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