Un ordine arriva sul sito. Qualcuno lo legge, apre il gestionale, lo riscrive, controlla la disponibilità, risponde al cliente. Per ogni ordine. Finché gli ordini sono dieci al giorno si regge, poi diventa il collo di bottiglia di tutta l’azienda.
La domanda da sciogliere prima di scrivere una riga di codice è questa: per ogni dato, chi ha ragione? Di solito il gestionale comanda su giacenze, prezzi e anagrafiche fiscali, il sito comanda su ordini, descrizioni e immagini.
Quando questa regola non è scritta, i due sistemi si sovrascrivono a vicenda e qualcuno passa le giornate a capire perché un prezzo è tornato indietro da solo.
Sincronizzare la quantità disponibile sembra banale e non lo è. Un prodotto impegnato da un ordine non ancora evaso, un reso in arrivo, un lotto in quarantena: sono tutte situazioni in cui il numero del magazzino non è il numero da mostrare online.
Nei progetti che funzionano si pubblica una disponibilità calcolata, con una soglia di sicurezza decisa insieme. È più prudente e riduce drasticamente gli ordini che poi vanno annullati.
Qualunque integrazione prima o poi fallisce su un ordine: un indirizzo strano, un codice fiscale sbagliato, un articolo cancellato. Il problema non è l’errore, è scoprirlo tre giorni dopo dal cliente.
Per questo costruiamo sempre una coda visibile con gli ordini non passati e il motivo. Dieci minuti al giorno guardati da una persona valgono qualunque sistema di monitoraggio sofisticato.
Vedi anche l’automazione delle operations e l’automazione dei dati.
BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.