Nei reparti che visitiamo i dati ci sono quasi sempre: fogli di avanzamento, rapportini, cartellini, file di macchina. Il problema è che vivono separati, qualcuno li ricopia a mano una volta a settimana e quando arrivano in direzione raccontano una settimana che è già passata.
Il numero più usato in produzione è anche quello più frainteso. Una macchina efficiente che produce lotti che nessuno ha ordinato sta lavorando contro l’azienda, e l’indicatore dirà che va tutto bene.
L’efficienza va letta insieme al rispetto delle date di consegna. Quando le due curve divergono, in mezzo c’è quasi sempre una pianificazione che insegue le macchine invece che i clienti.
Sapere che una linea si è fermata per tot ore non aiuta nessuno. Sapere che si è fermata per attesa materiale, per cambio formato, per guasto o per mancanza di operatore cambia completamente cosa si fa il mese dopo.
La classificazione va decisa con chi sta in reparto e tenuta corta. Quindici causali nessuno le compila, cinque sì, e dopo un trimestre si vede dove sta davvero il collo di bottiglia.
Una dashboard di produzione che esiste solo in direzione diventa uno strumento di controllo e viene subita. Gli stessi numeri su uno schermo in reparto, aggiornati in giornata, cambiano il modo in cui vengono riempiti i dati di partenza.
Succede perché chi li compila finalmente li rivede, e vedere il risultato del proprio lavoro è l’unico incentivo che regge nel tempo.
Vedi anche la dashboard operations e l’automazione delle operations.
BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.
Approfondisci: Dashboard KPI aziendali