Chi lavora con la pubblica amministrazione, o chi vive di contributi e finanziamenti agevolati, conosce il problema: le opportunità sono pubblicate ovunque, con scadenze corte, e trovarle richiede una persona che ogni mattina apra una decina di fonti diverse.
Raccogliere tutto è facile e inutile: un elenco di duecento avvisi al giorno non lo legge nessuno, esattamente come i portali che sostituisce.
Il valore nasce dal filtro, e il filtro si costruisce con voi: categorie merceologiche, importi dentro cui siete credibili, aree geografiche sostenibili, requisiti che avete davvero. Quello che resta dopo il filtro sono due o tre segnalazioni a settimana, e quelle si leggono.
Un bando trovato il giorno prima della chiusura vale zero, perché la documentazione richiede tempo. Il sistema deve ordinare per quanto tempo resta, non per data di pubblicazione.
Vale la pena calcolare anche un termine interno, cioè l’ultimo giorno utile per decidere se partecipare considerando quanto ci mettete a preparare i documenti. È quella la data che va in calendario.
Dopo qualche mese il registro di quello che avete scartato racconta una cosa utile: quali requisiti vi fermano sempre. A volte sono requisiti che si possono ottenere, e nessuno se ne era accorto perché ogni rinuncia era una decisione isolata.
È lo stesso motivo per cui conviene registrare anche gli esiti: capire su che tipo di gara siete competitivi cambia il modo in cui scegliete dove spendere il tempo.
Vedi anche l’automazione della ricerca dati e l’automazione dei processi.
BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.