Il cruscotto direzionale viene quasi sempre confuso con il report mensile del controllo di gestione. Sono due cose diverse: il report spiega cosa è successo, il cruscotto dice dove stai andando mentre ci stai ancora andando.
Un cruscotto si apre fra una riunione e l’altra. Se per capirlo serve mezz’ora, in agenda quella mezz’ora non c’è mai e lo strumento muore per abbandono.
La regola che usiamo è semplice: nella prima schermata stanno i numeri che fanno cambiare programma alla giornata. Tutto il resto sta sotto, a disposizione di chi vuole scendere.
Un fatturato di periodo da solo non dice niente. Lo stesso numero confrontato con il periodo precedente, con lo stesso periodo dell’anno prima e con l’obiettivo diventa immediatamente leggibile.
Nei settori stagionali il confronto con il periodo precedente è ingannevole e quello con l’anno prima è l’unico che conta. Vale la pena deciderlo prima, perché poi nessuno ci torna sopra.
Abbiamo visto direzioni decidere su un margine calcolato male per mesi, perché il costo del personale era aggregato in modo diverso rispetto al budget. Il grafico era bellissimo e il numero era falso.
Prima di disegnare qualunque schermata vale la pena passare una settimana a controllare come nascono i numeri. È la settimana meno gratificante del progetto e quella che ne determina il valore.
Vedi anche la dashboard direzionale e la dashboard finanziaria.
BUILDER progetta e costruisce il sistema di cui parla questa guida.
Approfondisci: Dashboard KPI aziendali · Dashboard direzionale · Dashboard risorse umane